La notte degli oscar 2018

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Vincitori annunciati, gag amare sul caso Weinstein e orgoglio per l’Italia, si è conclusa la notte più magica del cinema.

Eccoci qui, la mattina dopo. Sei ore in piena notte a fremere per scoprire cosa sarà della nostra Italia post-elezioni e se i nostri film preferiti hanno vinto o no l’Oscar per cui erano stati nominati. E con un occhio ad exit-poll, proiezioni e commenti ed uno agli argomenti personalmente preferiti (il cinema), ecco a voi un breve -e assonnato- resoconto della notte appena “consumata”.


Red carpet e battute

La pioggia che ha travolto Los Angeles nel pomeriggio non ha fermato la tradizionale parata del red carpet, quest’anno all’insegna del colore. Visti i toni cupi degli ultimi mesi, il mondo del cinema ha deciso di scatenarsi con tinte brillanti e abiti vistosi.

Per il secondo anno, il padrone di casa è stato il comico Jimmy Kimmel. L’anno scorso divenne noto per aver annunciato il vincitore sbagliato a causa di uno scambio di buste, ma questa sera ha deciso di prenderla con ironia, sia sui social network che sul palco dell’Accademy. “Quest’anno, se sentite il vostro nome, aspettate un minuto prima di alzarvi”, ha detto. È poi passato a commentare con grande ironia gli strascichi del caso Weinstein, prima lodando il lavoro di Time’s Up, l’associazione costituita a sostegno delle vittime, e poi premiando la statuetta dorata gigante che campeggiava sul palco: “E’ un uomo molto rispettoso: tiene le mani in vista e non ha il pene”.

I premi più importanti: La forma dell’acqua vince miglior regia e miglior film, Oscar anche a Gary Oldman e Frances McDormand

Sorpresa Kobe Briant, l’animazione che stravince

Miglior cortometraggio cartoon a Glen Keane e al cestista americano Kobe Briant per “Dear basketball“: una dolce lettera scritta dall’atleta bambino in onore dello sport che l’ha cresciuto. Mi sento di celebrare emotivamente la vittoria di “Dear Basketball”, un cortometraggio d’animazione, titolo che porta nel nome le prime lettere di addio al Basket impresse sulla lettera di un grande campione: Kobe Bryant. Si perchè questo ragazzone abituato a grandi imprese cestistiche e sudore e ad essere acclamato da milioni di fans, piange e si commuove dinanzi ai riflettori di Hollywood. Io ebbi la fortuna e l’onore, da piccolo, di giocare a Basket con lui diverse volte, quando suo padre, Joe Bryant, calcava il parquet del Palabotteghelle militando appunto nella Standa Viola Reggio Calabria.


ed io giocai con Lui

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Guillermo del Toro, con il suo “La forma dell’acqua“, fa incetta: era il film candidato a più premi (13) e ne ha vinti 4. Il regista messicano commosso sul palco ha fatto riferimento alla necessità di portare il proprio cuore oltre i confini stabiliti e di spogliarsi del pregiudizio, come ha fatto anche la protagonista del suo film, una donna muta, innamorata di una creatura anfibia rinchiusa in un laboratorio scientifico.

Il superbo “Winston Churchill” interpretato da Gary Oldman in “L’ora più buia” ha, prevedibilmente, visto il premio per il miglior attore protagonista: ha scelto di ringraziare gli Stati Uniti, il paese che lo ospita e che gli ha concesso il prestigioso riconoscimento, e la madre, “più vecchia dell’Oscar, perché ha 99 anni, e mi sta guardando dal divano”. Assieme allo straordinario attore inglese sono stati premiati Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick, responsabili del make-up che ha trasformato Oldman nel Cancelliere.

Frances McDormand, la madre disperata e inferocita di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, ha chiesto alle donne nominate in sala di alzarsi in piedi. “Alzatevi in piedi, raccontiamo storie, raccogliamo il denaro per farlo. Ma non parliamone stasera ai party: prendiamo appuntamenti domani in ufficio”. L’amica Meryl Streep è stata la prima ad accogliere il suggerimento, seguita a ruota da ogni donna presente in sala e da scrosci di applausi. Tre manifesti a Ebbing, Missouri, ha conquistato anche il premio al miglior attore non protagonista per Sam Rockwell, il poliziotto mammone e razzista del film.

Orgoglio italiano: Guadagnino e Ivory premiati per Chiamami col tuo nome La sceneggiatura non originale di “Chiamami col tuo nome” è stata particolarmente apprezzata dall’Accademy: una poetica e delicata storia d’amore tra adolescenti ha conquistato il premio. Un vero orgoglio per l’Italia, quest’anno non candidata a Miglior film straniero, ma uscita comunque vincitrice dalla serata. James Ivory, il più anziano vincitore di un premio Oscar (90 anni), ha ringraziato il regista Luca Guadagnino per la sua sensibilità raffinata e ha ricordato come non sia l’orientamento sessuale ma il primo amore a raccogliergli sotto la stessa etichetta di esseri umani.

Coco, il capolavoro Disney-Pixar, ha prevedibilmente vinto il premio come miglior film d’animazione. Il regista Lee Unkrich ha sottolineato come la meraviglia del film non esisterebbe senza la cultura messicana che l’ha ispirato e senza le migliaia di bambini che riescono a riconoscersi nei personaggi, pur nelle loro differenze e peculiarità. Coco si è aggiudicato anche il premio per la miglior canzone, con Remember me.

I premi tecnici Di solito i premi tecnici assegnati dall’Accademy interessano più gli addetti ai lavori che i comuni spettatori, molti dei quali intuiscono la bellezza del film dal suo complesso più che dai più piccoli dettagli strutturali. Gli effetti speciali migliori sono stati quelli di Blade runner 2049 e il miglior sonoro e montaggio sonoro per Dunkirk.

Altre storie di diversità Sento di voler nominare altre due piccole perle che non sono passate inosservate ai giudici dell’Oscar: Una donna fantastica di Sebastian Lelio, vincitore per miglior film straniero, e The silent child, che si è aggiudicato il miglior cortometraggio. Il primo film, ambientato in Cile, racconta la storia di una transessuale la cui vita viene sconvolta dalla morte dell’uomo che ama. Il secondo è un delicatissimo gioiello sulla lingua dei segni, che per venire compreso non va ascoltato ma sentito.

Insomma, altre storie di diversità, di differenza eppure di necessaria inclusione, il vero fil rouge che ha caratterizzato questa novantesima serata delle emozioni.


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Tutti i premi

Miglior film: La forma dell’acqua, Guillermo del Toro
Miglior regia: La forma dell’acqua, Guillermo del Toro
Miglior attore protagonista: Gary Oldman, L’ora più buia
Miglior attrice protagonista: Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Miglior attore non protagonista: Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Miglior attrice non protagonista: Allison Janney, Tonya
Miglior sceneggiatura originale: Jordan Peele, Scappa
Miglior sceneggiatura non originale: James Ivory, Chiamami col tuo nome
Miglior film straniero: Una donna fantastica, Sebastian Lelio (Cile)
Miglior film d’animazione: Coco, Lee Unkrich e Adrian Molina
Miglior fotografia: Roger Deakins, Blade Runner 2049
Miglior montaggio: Lee Smith, Dunkirk
Miglior scenografia: Paul Austenberry, Shane Vieau e Jeff Melvin, La forma dell’acqua
Miglior colonna sonora: Alexandre Desplat, La forma dell’acqua
Miglior canzone: Remember me, Coco
Migliori effetti speciali: John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richar Hooover, Blade runner 2049
Miglior sonoro: Mark Weingarten, Gree Landarker e Gary Rizzo, Dunkirk
Miglior montaggio sonoro: Richard King e Alex Bigson, Dunkirk
Migliori costumi: Mark Bridges, Il filo nascosto
Miglior trucco e acconciatura: Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick, L’ora più buia
Miglior documentario: Icarus, Bryan Fogel
Miglior cortometraggio documentario: Heaven is a traffic jam on the 405, Frank Stiefel
Miglior cortometraggio: The silent child, Chris Overton e Rachel Shenton
Miglior cortometraggio d’animazione: Dear basketball, Glen Jeane e Kobe Bryant

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.