Bankitalia indaga sul Bitcoin

Anomalie di compravendite, durante il maggio scorso, avevano allertato le autorità statunitensi sui flussi e scambi in Bitcoin tra utenti e siti appartenenti alla categoria del Deep Web, come Silk Road. Quest’ultimo è un marketplace online che mette a disposizione prodotti giudicati, dalla maggior parte delle giurisdizioni mondiali, illegali e di contrabbando che funziona attraverso il servizio di anonimato messo a disposizione dalla rete Tor. Le monete virtuali finiscono sotto la lente d’ingrandimento di Bankitalia come possibili strumenti per compiere operazioni illecite. L’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (UIF) dalla voce del suo direttore Claudio Clemente, trasmette un rapporto contenente approfondimenti ed indagini su una potenziale attività di riciclaggio e finanziamento di gruppi terroristici attraverso la moneta elettronica Bitcoin.

Il bitcoin è una moneta elettronica nata nel 2009 che ormai si sta diffondendo velocemente nell’economia degli internauti. Con essa si possono acquistare prodotti e servizi da tantissimi siti e.commerce.
“Sono in corso approfondimenti sul potenziale rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo dei Bitcoin – afferma Claudio Clemente, direttore della Uif, durante la presentazione del rapporto – anche in considerazione di alcune segnalazioni di operazioni sospette ricevute su anomale compravendite di tale strumento che si vanno definendo a livello internazionale”.

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.