Domanda interna distrutta: Competizione e Concorrenza

impresePotremmo definire grossolanamente la parola competizione come una gara tra individui o gruppi per la supremazia di una determinata situazione. Siamo nati per competere, un tempo per la sopravvivenza, oggi per l’acquisizione di potere e mercati , di titoli, premi  e così via. Tutti questi tenzoni vengono comunque regolati dalla capacità dei concorrenti di dotarsi di strumenti atti a poter competere e magari risultare vincitori. Riferendoci ovviamente al mercato economico, la competizione  viene anche definita “concorrenza“, termine appunto usato dai più per indicare un gruppo, una società, o più generalmente un’azienda che tratta i nostri stessi prodotti/servizi e che si rivolge al mercato a cui noi stessi ci riferiamo.

competizioneImmaginiamo ora 2 aziende concorrenti nel mercato interno (cioè riferito solo al territorio italiano) del mobile. Entrambe le aziende hanno lo stesso fornitore ed entrambe sono dotate di un’eccellente manodopera che finalizza un prodotto di estrema qualità. La partita tra queste 2 aziende si giocherà sul design, sulle politiche di marketing e su  politiche di prezzo al fine di intercettare una buona fetta della domanda per quel prodotto/servizio. Durante un periodo di conclamata crisi economica come quella attuale, dove appunto la domanda è in forte contrazione a causa del minor potere di acquisto di persone ed aziende, i nostri 2 concorrenti dovranno sfoggiare tutte le loro armi per poter emergere in questo mercato.

Sarà quindi la più forte ed abile a ritagliarsi quella fetta di mercato capace di mandarla in profitto mentre l’altra, subissata da quella concorrente, non potrà fare altro che resistere o addirittura chiudere abbandonando il mercato di riferimento. Questo è un banalissimo esempio di competizione giocata comunque ad armi pari, il cui successo di una rispetto all’altra dipende da determinate doti imprenditoriali ed ovviamente capitale. Queste 2 aziende come detto hanno giocato ad armi pari , nessuna delle due ha barato, e tutte e due pagano le stesse tasse, nello stesso paese. Ma cosa succederebbe se nell’esempio riportato sostituissimo una delle 2 aziende italiane con 1 tedesca e quindi aggiungessimo anche il mercato internazionale? Due aziende ambiziose con ottimi prodotti ed eccellente manodopera rivolti quindi al mercato europeo e mondiale in aggiunta al mercato interno.

competizione_2Queste due aziende non partirebbero sulla stessa linea , come invece fanno i competitori di una corsa di atletica. Questo perchè le economie delle 2 nazioni sono altamente differenti, in una e mi riferisco all’Italia, c’e’: una contrazione della domanda; uno scarso potere di acquisto; una pressione fiscale tra le più alte d’Europa e non ci sono abbastanza norme ed incentivi sul mercato del lavoro. Nell’altra nazione, quindi la Germania, vi è una certa prosperità economica che determina quindi un aumento della domanda grazie anche al maggiore potere di acquisto di aziende e famiglie tedesche, una pressione fiscale nella norma ed una regolamentazione completa per quel che riguarda il mondo del lavoro.

merkelcartoneQuindi un mercato interno decisamente più favorevole e più redditizio per l’azienda tedesca. Quella italiana quindi parte con un forte gap se ci riferiamo al mercato interno, ma questo gap diventa ancora più pesante se comprendiamo anche il mercato export. L’imprenditore italiano seppur dotato di creatività o qualsiasi altra dote si troverà a gareggiare con forti limitazioni non potendo investire in ricerca e sviluppo o pubblicità, perché i redditi del mercato interno sono di molto inferiori a quelli dell’azienda tedesca e saranno ancor di meno passando dalla ghigliottina del fisco. Allora il povero imprenditore italiano sarà costretto ad abbassare i suoi prezzi, ricorrere all’indebitamento, conseguentemente diminuire la qualità del suo prodotto ed il numero del  personale. Questo avvitamento lo conosciamo fin troppo bene ed ormai da molto tempo. Anche sul mercato export non ci sarebbe storia, questo a causa però della natura dell’Euro , moneta troppo forte per un paese troppo debole come il nostro. Su quest’ultimo argomento puoi leggere un articolo cliccando qui.

mario_montiNon voglio essere melodrammatico ricordando il numero di imprenditori morti suicidi a causa dell’assenza di quella cosa che noi chiamiamo Stato, che usa quanto in suo possesso per afferrare di tutto e di più dai tanti disperati capitani coraggiosi di navi battenti partita iva che navigano in acque torbide e piene di squali. Ma il nemico più pericoloso sembra essere proprio il nostro Stato capace di abbatterti a suon di cartelle Equitalia e pignoramenti. Quanto detto è stato confermato dall’ex premier italiano ora senatore a vita Mario Monti che intervistato dalla CNN rispose così:

Non esprimo il mio personale pensiero su questa intervista, per educazione e rispetto verso i lettori. E’ veramente giunto il momento di parlare di riforme partendo da quella fiscale (ad esempio la flat tax?), riducendo tempestivamente la pressione fiscale per famiglie ed aziende attenuando così gli effetti dell’abominio politico-economico causato dagli ultimi governi tecnici.

About the Author

Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.

  • Leonardo

    Se lo Stato è prima così Vampiro (Succhia fino all’ultima goccia del già poco sangue delle asfittiche Aziende Italiane) e poi così Sciacallo (Dopo aver distrutto l’azienda, se la prende anche con l’imprenditore accontentandosi solo dopo averlo lasciato con la biancheria intima – e non di rado conducendolo al suicidio), sicuramente c’i sarà un motivo.
    Intuisco che è tale la necessità di fare soldi, che pur sapendo di danneggiare quasi irrimediabilmente sia le aziende che la stessa macchina economica italiana, lo Stato non può fare a meno di CHIEDERE sempre di più.
    Ora la domanda molto semplice, che suppongo si facciano tantissimi Italiani, è:
    Esiste una soluzione a tale problema?

    • Caro Leonardo, le soluzioni al problema potrebbero essere: ratificare gli ultimi trattati europei da Maastricht in poi, restituire dignità al nostro paese con riforme “vere” e defiscalizzazioni per famiglie ed aziende, rilanciare una corretta politica di spesa in favore dell’occupazione. Ma a qualcuno questo non conviene…