Euro, moneta troppo forte per paesi deboli

eurinoL’euro  si conferma una moneta molto forte. Mentre scrivo questo articolo il cambio euro/dollaro è 1,34, questo significa che un euro equivale 1,34$. Ottimo per organizzare un viaggio negli States e godere del vantaggio di tale cambio valutario. Ottimo anche per acquistare beni da paesi che adottano il dollaro per i loro scambi commerciali. Quindi a rigor di logica a beneficiare di tale situazione è il settore import di tutta l’area euro ed anche dell’Italia che è una nazione fortemente importatrice. Acquistiamo quindi tanti beni provenienti dai paesi extra Ue e soprattutto dai paesi orientali, specialmente la Cina. Questo è ampiamente confermato dalla bilancia commerciale import/export che ha visto negli utlimi 10 anni analizzati dall’Istat, come i volumi di export si sono abbassati a favore dei volumi di Import che si sono invece innalzati. Competere quindi nei mercati mondiali con i prodotti a marchio Italy è diventato difficile, nonostante i criteri di qualità che contraddistinguono i prodotti italiani. Competere con il basso costo della manodopera cinese e dei paesi emergenti è impresa ardua resa praticamente impossibile anche dalla pesantezza e forza della valuta Euro sui mercati.

Ma non voglio soffermarmi sui problemi della bilancia commerciale italiana o sui problemi dell’export, magari tratteremo questo argomento tra qualche tempo.Mi voglio soffermare invece di come l’euro abbia assunto in questi anni sempre il più il ruolo di divisore più che unificatore economico europeo. E’ quindi il momento di capire perché l’italia insieme a Spagna, Portogallo, Grecia ed Irlanda (i paesi Piigs) sono considerati paesi deboli al di là di quelli che sono i nostri discorsi sul debito pubblico o legati a spesa pubblica e bilancio pubblico. La risposta è molto semplice. La base industriale del nostro paese e di quelli citati è insufficiente. Disoccupazione e delocalizzazione sono praticamente gli effetti di questa base che si è sgretolata sotto i dettami di un’unione economica europea forzata e dagli ultimi governi tecnici italiani, incapaci di alzare la voce a Bruxelles. Cosa diventano quindi questi paesi deboli con una moneta forte? Semplice, diventano naturale sbocco per i paesi vicini più industrializzati e per i mercati emergenti. Il potere di acquisto  fornito dalla moneta forte in un paese debole come il nostro manda in deficit la bilancia commerciale import/export innalzando la voce Import. L’aggancio monetario europeo, purtroppo non ha tenuto conto di questo fattore determinante, cioè quello riferito ai tassi di industrializzazione dei paesi membri.

Nord e SudA pensarci, e per consolidare quanto asserito precedentemente con un esempio, si può valutare di prendere in considerazione le differenze, ai tempi della lira, tra Nord e Sud.Il Nord parte del paese più industrializzata ha rappresentato per anni un bacino di acquisti da parte del Sud , industrialmente inesistente ed arretrato. Un ulteriore aggancio monetario, all’euro in questo caso, è causa del protrarsi di questa arretratezza nonostante gli aiuti nazional/europei (trasferimenti governo centrale o finanziamenti europei ). Stessa sorte per il Nord, meno industrializzato rispetto a qualche anno fa per gli effetti della crisi, nei confronti dei paesi europei che invece da questa situazione hanno tratto enormi benefici, Germania in primis. I fallimenti delle nostre aziende, la disoccupazione che non sembra arretrare sono tutti argomenti che dovrebbero seriamente solleticare discussioni politiche atte a prendere in considerazione gli effetti delle politiche economiche e l’assunto monetario europeo che non sembra aver dato luogo a tutti quei vantaggi sbandierati nel 2001, almeno per l’Italia.

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.