Debito Pubblico: la favola

C’era una volta il debito pubblico, anzi c’e’ ancora. Qualsiasi fiaba che si rispetti comincia proprio così e definisce, nella sua narrazione, il personaggio buono e quello cattivo. Eccolo quindi il nostro orco, il re arrogante, la strega cattiva che prepara la pozione velenosa. Intorno alla parola debito pubblico (link a wikipedia) si sono spese parole e pareri infiniti. Economisti, analisti, politici e normalissimi cittadini esprimono opinioni ed aprono il loro racconto, la loro favola su quella bestia nera del  “Debito Pubblico Italiano“. Molto spesso anche le più diffuse testate giornalistiche esordiscono con titoli impressionanti  elaborando e giudicando i dati macroeconomici riguardanti il bilancio dello stato, rimarcando spesso che il debito pubblico non recede rispetto agli obbiettivi europei. Non solo, poichè si è soliti dividere il debito pubblico per il numero dei cittadini, al fine di determinare il peso in euro per ogni quota di debito, esiste spesso una ricorrente citazione che dice: << su ogni bambino fin dalla nascita, grava già un debito superiore a 30.000 €>>. Mi capita spesso di parlare con amici e parenti di questi argomenti e sento le loro opinioni, con frequenti riferimenti a questi dati, che allarmano le giovani coppie sul loro futuro di genitori. Questo per me è allucinante, soprattutto considerato il fatto che il nostro paese è anagraficamente “vecchio” ed i livelli di nuove nascite sono ampiamente in calo da diversi anni. Questa grande bufala sul debito è presto risolta.

Il debito pubblico è un credito inesigibile

I cittadini italiani sono soggetti giuridicamente distinti dallo stato infatti per essi si dovrebbe parlare di Credito e non di debito. Parte di questo credito è detenuto da altri soggetti giuridici non nazionali (banca centrale europea, altri stati che negli anni hanno prestato denaro all’italia). Nella remotissima ipotesi di un default italiano, ovvero di un mero fallimento del nostro Stato , potrebbe nascere un obbligo, da parte dei cittadini, di tipo etico-politico ma sicuramente non giuridico nel restituire solo una parte del debito pubblico. Per la restante parte, si dovrebbe trattare semplicemente di un credito inesigibile.

Non solo debito pubblico, parliamo anche del privato

Voglio solleticare per un attimo il vostro pensiero, parlando di debito privato. E qui parliamo della favola personale. Pensate infatti a quante volte avete fatto ricorso ad un debito per affrontare varie situazioni della vostra vita: un mutuo per la vostra casa , un finanziamento per acquistare degli elettrodomestici o per la vostra auto o moto, per garantire gli studi ai vostri figli e tante altre situazioni inutile da elencare. Sicuramente tutte operazioni utili e produttive perché a fronte di quel debito tutti noi abbiamo ottenuto un bene/servizio altrimenti non acquisibile se non con l’indebitamento. Sicuramente per molti si saranno realizzati sogni per altri invece incubi, riferendomi a quelli che non hanno potuto saldare il proprio debito o che si trovano in uno stato di sofferenza che gli impedisce di onorarlo.Quindi è giusto sottolineare che la questione del debito privato è legato a doppio filo con la solidità economica di un paese. Più l’economia è prospera e più credito verrà distribuito ed onorato. In una fase recessiva, come quella attuale, ovviamente l’opposto, meno credito, meno richiesta e  più difficoltà ad onorare l’indebitamento. Oggi vi è un forte arresto della corsa all’indebitamento, questo perchè nel periodo di crisi generale c’e’ maggiore preoccupazione nel dover confrontarsi con una situazione debitoria e perchè le banche e gli istituti finanziari erogano sempre meno prestiti anche a fronte di garanzie (credit crunch).

Quindi sarebbe lecito porsi degli interrogativi tipo: ricorrere all’indebitamento , ovviamente onorandolo, accresce la nostra ricchezza? La risposta mi pare ovvia ed è SI!

ed il debito degli stati?

Partiamo con qualche definizione molto semplice. Il Debito Pubblico Italiano e quello degli altri stati, si costituisce perché le spese dello stato sono maggiori rispetto alle entrate. C’e’ da sottolineare che tutti i paesi sviluppati hanno visto incrementare i loro indici di spesa pubblica fin dagli anni 70′, e conseguentemente anche il loro debito pubblico. Quindi non è una questione soltanto italiana. Vale dunque il discorso già affrontato per il debito privato, cioè che per uno stato , ricorrere all’indebitamento può generare ricchezza a patto che quel debito sia produttivo cioè che generi ad esempio occupazione, innovazione, infrastrutture etc. Ma questa poesia è drasticamente rovinata dalla quota interessi che ogni anno lo stato paga e per il quale, emette nuovo debito. Incredibilmente ci ritroviamo di fronte ad un cane che si morde la coda senza via di scampo neanche con economie di austerità imposte dall’Europa. Abbiamo quindi scoperto chi è il lupo cattivo della favola, ovvero l’interesse.

Il debito quindi, se visto singolarmente può essere considerato una ricchezza per un paese. Ma esso per quanto utile possa apparire nasconde diverse insidie ad esempio di natura speculativa, o di dubbie operazioni di utilità sociale.

 

 

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.