Fiscal Compact e Mes: truffe made in Europe

flat taxIl cosiddetto Fiscal Compact di cui si fa un gran parlare negli ultimi tempi sta per entrare nella nostra quotidianità in tutta la sua drammaticità ed i suoi effetti, purtroppo, saranno visibili tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2015. Per Fiscal Compact si intende un trattato sulla stabilità ed il coordinamento e governance dell’Unione Europea firmato nel marzo 2012 da ben 25 paesi, 17 di essi appartenevano di già all’eurozona al momento della firma ed altri 7 invece, non appartenenti, come la Bulgaria, Danimarca, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania, Svezia si aggiunsero successivamente. Tra i non firmatari di questo accordo furono la Repubblica Ceca e l’Inghilterra.

Fiscal CompactIn sintesi tale accordo sancisce una serie di norme, ma le più importanti  e significative sono 4: obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio per Costituzione, quello del non superamento della soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% del PIL e una significativa riduzione del debito pubblico al ritmo di un ventesimo (5%) all’anno, fino al rapporto del 60% sul PIL nell’arco di un ventennio.
La campagna elettorale per le elezioni europee di maggio si è conclusa da qualche mese, ed oltre alla caramellina degli 80 euro ai dipendenti pubblici non è stato mantenuto l’impegno di ratificare, almeno per l’Italia, tale trattato. Ovvero il buon Renzi ha provato (almeno spero), in maniera poco efficace, ad intavolare questa discussione ma ha ricevuto picche dalla Merkel e dall’allegra compagnia di Bruxelles. Di fatto il regime del partito unico, ovvero quello della grande coalizione tecnica, che governa il nostro paese da Mario Monti a Matteo Renzi, passando per il “stai sereno” Enrico Letta, continua tutt’oggi nella sua opera di mistificazione verso una popolazione, della quale non interessa nemmeno più il voto.

Vi è comunque un altro Trattato internazionale quello del Meccanismo europeo di stabilità (MES), che, in modo sovrapponibile al Fiscal Compact, ha istituito una nuova governance europea per la gestione della crisi in risposta alla grande depressione economica del biennio 2010/2011 che stava affossando la moneta unica. Difatti proprio il MES ha già prodotto risultati aberranti nelle casse dello stato cioè ha fatto versare di già 46 Miliardi di Euro sui 125 miliardi previsti fino al 2017. Quest’altro trattato è stato pubblicizzato come Fondo Salva Stati (ma come li salvo gli stati levandogli i denari?). 46 miliardi di Euro equivalgono a più o meno 2 grandi manovre finanziarie e Dio solo sa quanto il nostro paese, avrebbe avuto bisogno di questi soldi per rilanciarsi economicamente. Invito il lettore a riflettere sul fatto che il MES non è soltanto un trattato ma riconosce in modo esplicito il potere degli Stati membri Europei che utilizzano l’euro, di dar vita ad un’istituzione finanziaria con sede in Lussemburgo. Quindi una sorta di mega finanziaria con un capitale sociale di 700 miliardi di Euro di cui 500 miliardi prestabili agli Stati in difficoltà. In poche parole è come se io entrassi in casa vostra per rubare il contante e poi prestarvelo applicando interessi.

Senza però dilungarmi in disquisizioni tecnico-economiche su tale trattato e quindi per non rendere tediosa la lettura di questo articolo, vorrei soffermarmi sostanzialmente su 3 punti estremamente interessanti:

  • Il MES si basa su un capitale garantito dagli Stati membri che utilizzerà sui mercati, quindi prestando soldi. (art.3 del Trattato istitutivo del MES)
  • Il MES avrà piena personalità giuridica e capacità giuridica, potrà quindi stipulare contratti, disporre dell’acquisto e alienazione di  beni immobili e mobili. Tutti i suoi beni, fondi e averi godranno dell’immunità totale da qualunque procedimento giudiziario e saranno esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e moratorie. (art. 32)
  • La procedura di acceso ai fondi del Mes da parte dei paesi sottoscrittori sarà vincolata dal rispetto del Patto di stabilità e dalla firma di un Memorandum d’intesa che vincola il paese in maniera più stringente alle norme adottate nel Fiscal Compact.

Lascio quindi al lettore, le dovute riflessioni sull’ennesimo trattato truffa concepito ai danni della popolazione europea, soprattutto per gli abitanti ed i governi degli Stati meridionali di Europa. Il Frankenstein di Mary Shelley potrebbe apparire come un adone al cospetto di quest’ennesimo mostro made in Bruxelles.

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.