Flat Tax possibile soluzione?

Flat Taxflat tax

La Flat Tax, nella nebulosa situazione economica e fiscale del nostro paese, potrebbe essere una soluzione efficacie per avviare “vere” riforme di sburocratizzazione, concedere respiro a cittadini ed aziende ed al tempo stesso rinfoltire in maniera “equa” il gettito fiscale. Ridare slancio all’economia di un paese in difficoltà potrebbe sembrare una problematica ardua. In questo Blog, oltre ad analizzare i problemi scaturiti dalla perdita di sovranità monetaria e parlamentare ad opera dei burocrati di Bruxelles, si parla spesso anche di iniziative provenienti dal basso, strumenti la cui base è la fiducia come la Moneta Complementare che si può sviluppare senza “contaminazione” politica. Ma per quanto io possa sostenere questi strumenti bisogna pur pensare alla macroeconomia che gira intorno ad un paese , ovvero a quella che, una gran parte dei cittadini non può cambiare (visti i pastrocchi, gli inciuci ed i governi tecnici stabiliti senza una consultazione elettorale, leggi anche qui). Ed ecco appunto che mi è nata l’idea di parlare della Flat Tax. Abbiamo sempre detto che sarebbe auspicabile una riforma fiscale atta a ridare slancio all’economia italiana abbassando le aliquote ed allo stesso tempo semplificare le regole della partita con il fisco. Per questo, l’attuale governo ha previsto la rottamazione del Mod. 730 e del Mod. Unico sostituiti da un unico modello precompilato contenente alcuni dati come redditi, titolarità immobili, mutui, detrazioni ed informazioni anagrafiche già in possesso del fisco. Certo un’operazione difficile che comunque genererebbe una serie di semplificazioni. Caf e commercialisti addio? Ancora non si sa. Secondo me però potrebbero esserci delle soluzioni ancora più interessanti, sbrigative ed efficaci, come l’adozione della Flat Tax.

Flat Tax: Definizione

La Flat Tax significa aliquota unica per tutti, uguale per qualunque volume di reddito. A fronte di questa definizione , qualcuno di voi sobbalzerà dalla sedia, pensando ovviamente che è un sistema poco etico e squilibrato in rapporto all’alto reddito di alcune persone contro il basso reddito di altre. Ovvio che un’aliquota unica non basterebbe a creare equilibrio e per forza di cose ad essa deve essere “assolutamente” associata una deduzione personale atta a garantire che il sistema di tassazione sia progressivo, come indicato nella nostra Costituzione. Adottata da ben 40 paesi, ultima in ordine cronologico quella del leader spagnolo Mariano Rajoy autore di una Flat Tax sul lavoro (tutte le aziende che assumono a tempo determinano pagheranno solo 100 euro al mese di contrubuzione per 2 anni), ha portato benefici immediati in termini di entrate nella casse governative e nel caso spagnolo una significativa riduzione del tasso di disoccupazione. Proprio così, in pieno rispetto dell’art.1 della nostra Costituizione (l’italia è una repubblica fondata sul lavoro).

Flat Tax: Vantaggi

flat_taxMa quali possono essere i vantaggi della Flat Tax? Quali sono i fenomeni che inficiano maggiormente le entrate erariali in Italia? La risposta è semplice e banale: Evasione ed Elusione. Una Flat Tax, ad esempio del 20% (non tanto bassa, in Russia l’aliquota unica è del 13%) risulterebbe efficace contro i 2 fenomeni appena citati? Sicuramente si. Perchè l’aliquota più bassa spinge i contribuenti a pagare , non tanto l’evasione ma quanto l’elusione non sarebbe più necessaria, perchè gli stratagemmi (oggi forse per molti vitali per sopravvivere) per pagare meno tasse e le consulenze presso i “Draghi” della fiscalità sarebbero più care e meno convenienti. Da qui uno stato con casse più ricche, ed un fenomeno se non eliminato, quanto meno molto attenuato. Altri vantaggi sono la semplicità e l’efficienza. Semplice perchè ogni impresa o cittadino contribuente potrebbe ricavare esattamente quanto dovrà pagare ed efficiente perchè, eviterebbe la pratica di lavorare di meno (in vista del passaggio allo scaglione successivo) per non vedersi ricompensati del maggiore reddito.

Un’idea di Flat Tax

Come si potrebbe attuare la Flat Tax in Italia? Proviamo: una NoTax Area per redditi inferiori ai 10.000 Euro annui; aliquota unica al 20% (tre punti percentuali in meno rispetto l’aliquota minima a scaglioni), una deduzione di 5000 Euro, personale e familiare per ogni membro della famiglia per i contrubuenti con redditi superiori ai 10.000. Il sistema delle deduzioni garantirebbe la progressività.

Flat Tax: Esempio

Famiglia di 4 persone con redditi da stipendio totali 28.000 . Deduzione di 5000 euro per componente familiare per un totale di  20.000 Euro (5000 Euro x4). La nostra famigliuola pagherebbe quindi l’aliquota unica del 20% su 8000 Euro (redditi-deduzioni) per un ammontare di 1600€ totali, e nulla più. Provate a simulare la vostra situazione fiscale adoperando l’esempio appena descritto , per provare con mano quanto Noi risparmieremmo e quanto, valutando i vantaggi espressi prima , occupazione ed erario risulterebbero rinvigoriti da una “vera riforma fiscale” come la Flat Tax. A questa, andrebbe aggiunta anche una riforma che preveda l’inasprimento delle sanzioni pecuniare e penali di evasori ed elusori (come ad esempio il ritorno al penale di reati come il falso in bilancio etc…)

About the Author

Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.

  • La flat tax non funziona in periodi di crisi. Abbassare le tasse ai ricchi non modifica il loro livello dei consumi. Abbassarle ai poveri lo stesso, perché restano sempre poveri, o addirittura senza reddito e non si può andare sotto lo 0. Allora questa aliquota unica graverebbe interamente sulle classi medie, quelle più colpite, e ancora una volta questo non inciderà sui consumi perché quei pochi spiccioli andranno semmai a nutrire gli esausti risparmi.
    Possibile che non si voglia capire la lezione di Keynes? Per uscire da una crisi bisogna intervenire sulla SPESA PUBBLICA, ma non riducendola, come vuole fare l’attuale governo e i vari geni dell’economia della Bocconi, ma ALZANDOLA, intervenendo direttamente sul tasso di disoccupazione. Lo stato devo tornare ad assumere gente, farla lavorare, pagarla. Poi si può parlare anche di abbassare le tasse. Per far questo, va da sé, bisogna alzare il deficit, quindi uscire dai trattati europei e dalla moneta unica che sono i veri responsabili della recessione. Quanti licenziamenti, quanti suicidi, quante aziende fallite, quante famiglie sul lastrico ci vorranno ancora perché finalmente si riesca a capire questo semplice concetto?

  • Caro Matteo, la flat tax funziona eccome! A patto che essa sia correlata da una NoTax Zone e da deduzioni importanti. Così facendo il ceto basso e quello medio sarebbe preservato. Sono d’accordo con te che convenga intervenire in maniera opposta sulla Spesa Pubblica rispetto a quello che oggi si sta facendo, ma non puoi limitare la lezione di Keynes (che io porto nel cuore) soltanto a questa voce. Per uscire dalla crisi occorre applicare determinati accorgimenti al principio della domanda aggregata (quella proprio di Keynes) quindi defiscalizzando il reddito di famiglie ed imprese (e la Flat Tax come sopra descritta lo può fare) per accellerare i consumi e ridare fiato alle aziende e ricominciare ad investire, aumentare la spesa al fine di creare occupazione ed indotto, svalutare la propria moneta per favorire le esportazioni rispetto alle importazioni. Molte di questi provvedimenti purtroppo al momento sono inattuabii per la presenza dell’Euro e di questo regime di austerità.

  • Su questo sono d’accordo. Sono d’accordo anche sul fatto che è necessario ridurre le tasse, però solo se si pensa di farlo non in alternativa, ma in concomitanza con un aumento della spesa pubblica, che è al di sotto della media euro. Invece spesso l’elevata pressione fiscale viene usata come pretesto (capisco che non è il caso di questo articolo) per demonizzare la spesa pubblica.
    La Francia non rispetta i trattati. La Germania trucca i suoi conti. L’Italia paga lo scotto più alto, ma finché il dibattito sarà tutto spostato sulla presunta necessità dei tagli alla spesa, e su questo tutto quanto l’arco parlamentare sembra concorde (dividendosi semmai su cosa tagliare) il declino sarà inarrestabile.

  • Concordo Matteo. Grazie per il tuo contributo.