Guerra umanitaria, disumana menzogna

guerraLa guerra di Piero, canzone scritta ed interpretata da Fabrizio De André. Un canzone che porto nel cuore. Per lei ho imparato a suonare la chitarra, a cantare , a trasmettere la malinconia e la poesia che ruota ai racconti di guerra. Canzone scritta oltre 40 anni fa ma sempre attuale contro la guerra, è forse ad oggi, la più celebre ballata antimilitarista che la discografia italiana abbia mai prodotto. L’articolo di oggi è una pura riflessione personale sui forti poteri ed i signori del mondo che proclamano conflitti sotto il nome di disgustose menzogne e puri interessi. Siamo stati testimoni negli ultimi anni di atrocità verso popoli nel nome della Democrazia e della crisi umanitaria. Proprio così , alcune di queste furono definite come “Guerre Umanitarie”. Cosa c’e’ di umano nella distruzione di pezzi di umanità , di culture, di storia e di vite , civili o militari che siano. Questa menzogna viene perpetuata quando un conflitto ci viene presentato come “inevitabile”. Nulla è inevitabile, tutto può essere prevedibile. Soprattutto quando la tensione tra 2 popoli raggiunge una certa importanza, quando si contano i morti degli uni e degli altri.

Crisi libica, crisi ucraina, siriana alle quali aggiungiamo quella israeliana/palestinese. Per non parlare del passato, di quando l’occidente si è inserito nella primavera araba dettando con arroganza i suoi principi e costumi al fine di ottenere potere e sconti sull’acquisto di materie prime come petrolio o gas. I governi forti si dovrebbero impegnare a costruire rapporti solidi tra gli Stati, basati su reciprocità, su solidarietà su politiche di dialogo e disarmo. Cosa rimane dopo una Guerra? Prendiamo per esempio l’ultima conclusasi contro il dittatore Gheddafi, presentata anch’essa come guerra inevitabile e necessaria. Abbiamo praticamente relegato la Libia ad una situazione di caos dove oltre 40 tribù/clan si danno battaglia. E’ notizia di oggi, che durante la notte a Tripoli , un razzo sia esploso nei pressi di un deposito di carburante provocando un grande incendio.Oggi  100 italiani  di fronte all’aggravarsi della situazione, insieme ad alti diplomatici stranieri oggi hanno lasciato la Libia per timore. Oltre 100 morti a Tripoli in una settimana, instabilità in tutto il paese, flusso di migranti decuplicati verso le coste italiane. Questo il risultato di una politica estera  Usa/Europa guerrafondaia.

guerraLa guerra non è l’unica risposta ai problemi del mondo. Le alternative ci sono , ma mancano gli uomini di buon senso. Einstein interrogato sulla guerra disse: “la guerra  non si può umanizzare, si può solo abolire“. Questa è una sacrosanta verità. E questa verità va coltivata fino a diventare un mantra che riecheggi in tutto il mondo. Non c’e’ politica nelle guerra, non c’e’ politica nella pace. In quanto italiani ed inosservanza a quella che è la nostra etica, la nostra cultura ed in ciò che è scritto nella nostra costituzione, ci dobbiamo adoperare verso alternative al conflitto:l’ apertura di corridoi umanitari; invio di ispettori per attenzionare le zone calde e quindi adoperarsi per prevenirle le guerre e non dichiararle.

Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati non i cadaveri dei soldati – De Andrè – La guerra di Piero.

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