Isis e la mappa del terrore

isisMorti, attentati, video di decapitazioni, persecuzioni. L’Isis è entrata prepotentemente nelle nostre vite e, anche inavvertitamente, ci condiziona. Condiziona il nostro modo di pensare, di agire e di relazionarci con chi è diverso da noi, nell’aspetto o nel credo. Oltre alle vite stanno distruggendo anche la storia, la cultura di interi popoli. C’e’ una notizia che rimbalza in questi giorni sui social che personalmente trovo allarmante. Quella di un sondaggio, effettuato da ilsussidiario.net, che intervista 25 alunni di terza media. A questi ragazzi è stato chiesto:

Come reagireste all’arrivo dei terroristi islamici nel vostro paese?

23 su 25 hanno risposto di esser pronti a convertirsi ed arrendersi all’Islam nel caso in cui l’ Isis invadesse il nostro territorio. Inutile giudicare tale risposta. Si tratta sempre di ragazzi di 12 anni, di bambini. Diamo per scontato che la maggior parte di noi risponderebbe esattamente l’opposto. Ci dichiareremmo pronti ad imbracciare anche le armi per difendere la nostra libertà e la nostra famiglia. Ma c’e’ una cappa di terrore che aleggia sopra le nostre teste. Un cerchio che si restringe sempre di più e che ci segrega nella quotidianità delle nostre vite. Chiamiamolo timore o meglio paura. Paura di visitare un museo, paura di prendere un volo, paura di incrociare lo sguardo con un signore barbuto o con i classici tratti orientali. Temiamo posti come il Medio Oriente, l’ Africa, l’Egitto, la Tunisia e tutti quei posti che fino a qualche tempo fa potevano essere delle mete turistiche da mille e una notte. L’immagine è sempre la stessa. Un boia dal viso coperto, una vittima vestita con una tunica arancione ed il suo sguardo consapevole della morte imminente, un’arma per l’esecuzione come quella che vediamo brandire ogni giorno dal nostro macellaio sotto casa.

Ci stanno rubando un mondo, lo stanno rubando ai nostri figli che oggi faticano a capire i nostri valori. Ma questi vanno difesi con forza e trasmessi sapientemente a scuola come in famiglia.

Educazione e coraggio insomma, altrimenti trionferà il Califfo.

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.