Alla faccia della ripresa..Chiude il Mediaworld “Roma 1”

Per un bel gruppetto di giovani , tutte le belle parole annunciate dai nostri economisti e politici cantastorie negli ultimi giorni, si sono infrante su una lettera di licenziamento. Parlo del Mediaworld “Roma 1” di Roma (ovviamente). Scaffali vuoti, cartoni e cartacce, imballi di quel poco di giacenza rimasta. Questa la fotografia che accomuna tutte le attività che chiudono. Suona strano però che un punto vendita di un colosso come Mediaworld, il cui core business di vendita è incentrato sulla telefonia e tante prelibatezze tecnologiche e ludiche, abbia anche esso chiuso i battenti dopo 16 anni di onorata attività in una nota zona della capitale. Operazioni sottocosto errate? Certamente no. Cattiva gestione? Nemmeno a parlarne. E’ la crisi che attrae nel suo stretto collo di bottiglia anche la grande distribuzione che fino a qualche tempo fa sembrava immune (quasi). Un nome questa malattia ce l’ha! Asfissia economica cronica, la cui prognosi non è stata ancora sciolta nonostante i falsi proclami di governo, di stampa e giornali che presagiscono la fine della crisi o per lo meno un cambio di rotta. In parte è vero, la rotta però non si è invertita ma la nave Italia va sempre più giù. E’ comunque storia di tutti i giorni, ma poi un giorno succede quello che non ti aspetti, per la serie “anche i ricchi piangono”. Già perché se un punto di una multinazionale chiude, con tutte le agevolazioni che ha, allora il presagio di una ripresa economica in Italia è destinato a rimanere un miraggio.

Che agevolazioni??

Basti guardare uno scontrino (come in foto) rilasciato dai vari Auchan, Carrefour, Ikea, ed appunto Mediaworld. La dicitura “scontrino non fiscale ai sensi art.1 c 429 legge 311/2004”. Legge introdotta dal governo Berlusconi con la finanziaria 2004. In poche parole questa legge, libera la multinazionale dalla nostra fiscalità, dovendo trasmettere il solo incasso ai soli fini d’Iva che è quindi pagata totalmente dagli acquirenti. Multinazionali che diventano esattori di stato diretti vuoi non dargli quindi delle agevolazioni? Ma ben vengano queste agevolazioni, chissenefrega! A patto che queste però generino occupazione! Già occupazione….

Ma questo articolo vuole essere massima espressione di solidarietà e vicinanza a questi giovani che, nonostante la drammaticità del momento dovuta alla fine di un’esperienza lavorativa, dimostrano grandissima dignità regalandoci un video toccante e trasmettendo comunque speranza per un futuro migliore. In bocca al lupo ragazzi!

About the Author

Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.

  • Pier Giorgio

    Queste agevolazioni non ci sono per le piccole imprese che poi si sentono dire dai clienti “siete cari”…

    • e ricordiamolo caro Pier Giorgio, le piccole imprese costruiscono il 75% del pil italiano.