Svendite in Grecia….



Caro lettore, non voglio sottoporre alla tua attenzione l’ennesimo o il milionesimo articolo sulla Grecia, sul suo debito o sul destino dell’unità europea. Tante pagine sono state riempite anche da santoni economici dell’ultima ora, da mega professori economisti, da giornalisti servi delle proprie redazioni e non. Ci hanno fatto arrabbiare, ci hanno fatto temere, ci hanno fatto stringere le chiappe come quando dentro al nostro portalettere intravediamo una nuovas cartella esattoriale. Questa sorta di totogrecia ci ha fatto anche dividere in quelli che pensano che la Grecia debba essere salvata anche con il contributo dei cittadini europei ed in quelli che pensano al popolo greco come una massa di corrotti e spendaccioni e per questo debba essere abbandonato. Quante falsità sono state dette e quante se ne diranno per i prossimi mesi. Ormai il discorso Grecia spunta fuori dappertutto, al bar, ai tabacchini , addirittura i barbieri hanno abbandonato le barzellette goliardiche sul sesso per esprimere il loro pensiero sulle vicende elleniche.

E’ anche vero che il “discorso greco” ha appassionato milioni di italiani. Tale passione è stata alimentata da una sottile invidia per il referendum indetto dal governo Tsipras e la possibilità accordata al popolo greco di esprimersi sulla rigidità e l’austerità del palazzo europeo. Una lezione, la democrazia che ritorna, proprio li dove era nata. Ma l’entusiasmo non è bastato, lo schiaffo democratico è stato come un buffetto sulle guance di un pugile professionista, ed il leader greco Alexis Tsipras torna mestamente ad uno stato di impotenza . Eppure il giovane Alexis ci aveva fatto emozionare, aveva raccolto consensi politici anche da schieramenti opposti e ci aveva illuso sul fatto che il popolo poteva dire la sua contro il potere.

Ma ora veniamo al punto.. Il punto è che la Grecia è un morto che cammina (economicamente ovviamente). Questo perchè l’entità del debito anche in vista del terzo piano di salvataggio (o condanna a morte) è diventato così elevato che non basteranno altri 400 anni per ripagarlo. La Grecia può essere paragonata ad una regione italiana, in termini di abitanti prendete la Sicilia sommateci la Calabria ed il totale vi darà il numero di abitanti greci cioè circa 10 milioni, poco più di 1/6 della popolazione italiana.

La Grecia oggi dimostra , al di là dell’unione monetaria, come in Europa manchi un meccanismo di mutuo aiuto tra i paesi che la compongono. Ma la Grecia non uscirà dall’Europa ve lo assicuro. Almeno non prima di essere stata spremuta per bene. E cosa vuoi spremere o meglio cosa vuoi ottenere da 10 milioni di abitanti? Soldi? NO! Case? Ovviamente NO! I grandi creditori hanno inquadrato il bersaglio e sono pronti  a mettere nero su bianco quello che vogliono “come garanzia” dei vecchi e dei nuovi prestiti.
L’economia greca si basa prevalentemente su prodotti agroalimentari come formaggio, miele, olio etc e prodotti industriali del ramo tessile. Possono far gola queste aziende, un pò come hanno fatto gola quelle italiane come Enel, Poste, Eni etc? Nemmeno queste. I grandi poteri questa volta hanno scelto le infrastrutture e le piccole banche greche. Questo per continuare una subdola guerra geopolitica, perché chi controlla la Grecia controlla il mediterraneo e perché controllando le banche non si correrebbe il rischio di lasciar scappare ogni tipo di speculazione in caso di prurito di sovranità monetaria (ritorno alla dracma).

Tsipras conosce il valore di alcune infrastrutture soprattutto quella dei porti. La danese Moeller-Maersk, il più grosso armatore di navi mercantili del mondo, vuole partecipare al processo di privatizzazione predisposto dal primo ministro ellenico, acquisendo due dei più grossi porti della Grecia: Pireo e Salonicco.

Insomma lo shopping in Grecia è appena cominciato e tra qualche tempo, non tanto lontano, i saldi continueranno anche in Italia…

Svegliamoci, vi prego…. e condividete (se non chiedo troppo)

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.