Percezione e Realtà – L’avvoltoio ed il Bambino

 

Non sono un fotografo, non ho mai avuto questa abilità. Anche i selfie mi vengono mossi, per questo difficilmente imbraccio fotocamere, o smartphone per immortale tramonti o momenti particolarmente interessanti.

Questa cosa mi rattrista perché, sono fermamente convinto, che una fotografia può cambiare il destino di uno e di molti uomini, molto più di un testo scritto o una storia narrata. Ciò accade se questa immagine ispira, emoziona.  Ovviamente non faccio riferimento alle immagini di tette e culi che certamente fanno emozionare molti, ma ad immagini come quella scattata da Kevin Carter, fotoreporter sudafricano, nel lontano 1993.

Difficile descrivere le emozioni che scatena questa immagine. Carter fotografò una realtà, quella della povertà e della malnutrizione in Africa e la schiaffò in faccia al mondo occidentale. Uno scatto fotografico che racconta diverse vite: quella di Kong Nyong, il bambino visibilmente malnutrito; l’avvoltoio che attende paziente il suo pranzo; quella dello stesso Carter che, grazie a questa immagine vinse il premio Pulitzer del 1993 per poi morire suicida  a soli 33 anni appena un anno dopo, lasciando un biglietto il cui testo recitava così:

Sono depresso… senza telefono o soldi per l’affitto e per i miei bambini… Sono perseguitato dalle immagini di stragi e cadaveri, dolore… di bambini che morivano di fame, feriti, di assassini psicopatici, a volte poliziotti, di sicari senza pietà…

Carter fu schiacciato probabilmente dall’abuso di droghe, da una situazione familiare pesante, oltre che da tutta la violenza e la disperazione che riusciva ad immortalare con il suo obiettivo. Paradossalmente invece, quel bambino visse fino all’età di 17 anni, stroncato non dalla fame ma dalla febbre malarica.  Oggi purtroppo dimentichiamo immagini come quella di Carter, non ci indigniamo più per la fame nel mondo, per le guerre o per i bambini che soffrono, preferiamo indignarci di fronte ad immagini di un migrante che fa il bagno nudo,

al furbetto del cartellino in mutande et similia…

Quando un’immagine cambia la percezione della realtà. Volevo fare il fotografo…

 

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.