Perché la moneta complementare funziona..

monetacomplementareIn alcuni paesi del mondo è presente da molto tempo, e più tempo passa e più la moneta complementare chiamata anche moneta/valuta locale si rafforza.Esiste in diverse forme, come Banconota o puramente elettronica. Se ne contano a migliaia (oltre 5000) ,dall’America Latina all’Europa,  fino al Giappone. Le formule di gestione e le tipologie sono diverse ma gli effetti sui territori sono identici: sviluppo dell’economia locale, aumento del potere di acquisto dei cittadini, aumento del numero di clienti per le attività commerciali , contribuisce a creare sinergie territoriali volte allo scambio ed al sostentamento del welfare, etc.etc. E’ una pratica “legalissima che potremmo definire come “accordo interno ad una comunità che accetta di utilizzare anche, e dico anche, un qualcosa come mezzo di scambio riconosciuto“.

La moneta complementare non ha lo scopo di sostituire la valuta ufficiale ma di essere appunto complementare, viaggiare quindi parallelamente alla moneta a corso forzoso (euro nel nostro caso) e generare un secondo mercato nel quale poter dare vita a nuovi affari e sinergie iniziando dal proprio territorio.Pensiamo a tutte le risorse inoccupate di un territorio, non solo quelle umane ma anche quelle produttive, tecnologiche,professionali, creative. Queste possono trovare collocazione in questo mercato complementare purché si impegnino ad accettare tal valuta locale per il pagamento dei loro crediti. Se all’accettazione di questa moneta locale aggiungiamo un sistema di compensazione debiti/crediti il gioco è fatto. Perchè dico questo? Perchè sarà lo scambio a generare la valuta e non un istituto bancario o ente governativo. Per far capire quest’ultimo passaggio devo per forza di cose procedere con un approfondimento.

barattoPrendiamo in considerazione la prima pratica economica che diede via all’era del commercio e degli scambi senza moneta, ovvero il baratto. Il baratto è considerato una pratica preistorica per dar luogo a determinati affari, ma ancora attualissima se pensiamo alla sua grande semplicità. A tutti noi sarà capitato di scambiare un bene/servizio con qualcuno, ma nonostante la praticità e semplicità di tal sistema esso ha dei limiti, spaziali e temporali. Difficilmente, ad es. un concessionario di automezzi sarà disposto a scambiare con un contadino  un trattore per svariate tonnellate di pomodori.Quindi se pur pratico il baratto ha la caratteristica di possedere forti limitazioni di utilizzo. Ma se questo è regolato da una moneta complementare ad esempio , potrà cambiare nella forma ma non nella sostanza e convenienza dell’operazione. Qui si inserisce proprio il meccanismo di compensazione debiti/crediti.

Se io acquisto qualcosa nel mercato complementare avrò un debito, il venditore avrà un credito. Il venditore potrà spendere il suo credito nel mercato acquistando beni e servizi mentre io che sono il debitore, rientrerò di tal debito vendendo i miei beni ed erogando servizi ad un’altro soggetto di questo mercato per un pari importo, o superiore, della cifra precedentemente spesa. Chiariamo ancora con un esempio più pratico, mettiamo che io acquisti nel circuito complementare un computer per un importo di 500 monete locali (equivalenti a 500€), il mio saldo sarà quindi -500 monete locali, mentre il negozio di computer avrà un saldo di +500. Il negoziante a questo punto potrà subito spendere queste 500 monete locali, mentre io dovrò impegnarmi a rientrare del mio debito di 500 con la vendita dei miei prodotti/servizi. Nel caso in cui io fossi un commercialista ad esempio potrei offrire ai partecipanti del mercato complementare  i miei servizi, per un importo pari o superiore al mio debito, in un tempo stabilito (ad es. in un anno). Così facendo potrei riallineare il mio saldo portandolo in pareggio oppure, nel caso in cui continuerei a vendere all’interno di questo circuito, portarlo in positivo disponendo così di moneta complementare in più da poter successivamente spendere nel sistema.

impreseNell’esempio sopra riportato si evince tutta la bontà del sistema di compensazione debiti/crediti e di come esso preveda nella sua logica il ricorso all’indebitamento, ma libero di interesse. Nessuno ha convertito euro per acquistare la valuta complementare e nessuno ha pagato interessi sul debito in crediti, che questa iniziale operazione di acquisto ha previsto. Tale transazione quindi che ha consentito un acquisto senza metter mano al portafoglio , ed una vendita con l’acquisizione di crediti subito spendibili. Limitando questa pratica al mondo delle partite iva, tutte le imprese aderenti avranno enormi vantaggi come l’aumento del potere d’acquisto(grazie all’indebitamento libero da interesse), più chance di mercato di piazzare nuove vendite , acquisire così nuovi clienti ed incrementare il fatturato.

cittadiniMa questo sistema non si ferma soltanto ad imprese e titolari di partite iva ma può estendersi anche ai comuni cittadini. Questo può avvenire soltanto nella fase in cui vi sia costituita una massa critica di aziende che scambino in valuta locale, vedendo così avverarsi la necessità di una maggiore produzione/distribuzione dei loro beni per via dell’aumento della domanda, e costrette quindi a nuove assunzioni.Si potrebbe quindi pensare di pagare parte dei nuovi stipendi in moneta complementare eccetto gli oneri contributivi ed una buona parte in euro. Così il dipendente avrà la possibilità di acquistare beni e servizi in euro non reperibili sul mercato complementare (bollette luce, gas, biglietti trasporto nazionale etc.) ed acquistare in moneta complementare i beni e servizi prodotti localmente.

La moneta complementare emessa da transazioni in compensazione è uno strumento virtuoso che dapprima in mano ad imprenditori e professionisti lungimiranti può determinare una rinascita economica e secondariamente, con l’appoggio degli enti istituzionali locali, potrebbe diventare una  risorsa indispensabile per innovazione e crescita dei territori dove essa circola. Forti segnali si stanno registrando anche in Italia con l’apertura di diversi circuiti (ad. Sardex in Sardegna , Sicanex in Sicilia e molti altri al nord, per i quali mi impegnerò a pubblicare un articolo quanto prima) per lo più ispirati alla Banca Wir, un modello eccezionale di cui ho parlato nell’articolo qui. Personalmente conduco questo progetto per la regione Calabria che utilizzerà il Medex (acronimo di scambi mediterranei) come moneta complementare in forza a tutte le aziende e professionisti che ne vorranno far parte, a partire da Settembre 2014.

About the Author

Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.