Social network. Viaggio tra banalità e tendenze maledette

Nel turbinio di notizie di cronaca, politica, economia e sotto il bombardamento degli ultimi dati rilasciati dallo Svimez sul Sud, oggi avrei potuto scrivere di 1000 cose. Ma non lo faccio! Oggi scrivo di un qualcosa a molti caro, per molti indispensabile. I social network.

Caro lettore, dimmi una cosa… Sei un assiduo utilizzatore dei vari Facebook, Twitter, Instagram , “Mifaccioicazzituoi” o “Tiraccontoicazzimiei“? Certo che Zuckenberg (il creatore di Facebook)  e compagni con le loro diavolerie “social” hanno sconvolto internet e la vita, che ti piaccia o no, di intere generazioni.

Perché oggi scrivo di social network? Semplicemente per 2 motivi. Il primo per ringraziare chiunque abbia condiviso il mio ultimo articolo dal titolo “il grande bluff consumato in Grecia” che ha di poco oltrepassato le 100 condivisioni totali che per me è un grandissimo risultato. Non mi sarei mai aspettato questo successo se non postando un qualche video virale con tette e culi. Quindi, un sincero grazie! Il secondo motivo è di sfanculare il 99% degli utilizzatori, quindi prevedo una pioggia di insulti riversarsi tra i commenti di questo articolo (ma potrei anche sbagliarmi).

Io sono un felicissimo padre di 2 bambini. E questi 2 marmocchietti mi regalano giorno dopo giorno chicche e spunti per i quali interrogarsi sul domani e soprattutto sul loro futuro. I nostri figli possono trasmetterci informazioni importantissime sulla nostra natura. Facciamo un esempio. Prendete un bambino piccolo e mettetelo insieme ad altri suoi coetanei. Se uno di questi, per un qualsiasi motivo iniziasse a piangere, da li a poco assisteremmo al propagarsi del pianto anche in altri bambini. Così senza senso , senza un motivo che giustifichi quella momentanea e piccola disperazione. E’ l’empatia, cioè la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, con nessuna, scarsa o con forte partecipazione emotiva.

La stessa empatia è quella che muove il nostro comportamento dinanzi un fatto, una notizia o un aggiornamento di stato di un amico o conoscente su Facebook. Quindi agiamo d’istinto, magari senza pensarci troppo nel condividere (parlando sempre di social network) una notizia, un’aforisma, una bellezza al bagno, un video divertente etc. etc. Ora, tutte le notizie, video o altro che abbiano ricevuto tanti like e condivisioni danno vita ad un trend. E qui casca l’asino….

L’80% di questi trend o tendenze che impazzano sulla rete, sono delle cagate pazzesche (per dirlo alla Fantozzi). Un concentrato di stupidità e banalità. Si va dagli autoscatti (i famosi selfie), alle foto tipicamente estive di cosce e piedi con sfondi di mare, a prelibatezze gastronomiche, a gente che cade, ad aforismi triti e ritriti, a gente che misura i km che percorre in bicicletta o a piedi, a gatti, a cani, criceti, topi e tope. La domanda a questo punto nasce spontanea: Perché perder tempo così, perché lo fai? Anzi, mi metto pure io in mezzo: perché lo facciamo?

Provate a chiedere ad un tizio il motivo per il quale ha aperto un blog o perchè ha scritto un libro o cose simili. Vi risponderà sempre alla stessa maniera. Per il piacere di scrivere, di mostrare al mondo quello che sono. Cazzate!

Io parlo spesso di economia e strumenti innovativi per contrastare questi tempi cupi. Certo mi piace, sono appassionato. Ma che piacere posso avere a stare ore dinanzi alla tastiera, a perdere la vista dinanzi ad un monitor? Nessuno! E allora perché lo faccio? Per gli stessi motivi per cui la gente scrive, posta o condivide cagate! Perché a tutti noi piace essere al centro dell’attenzione, ci piace ottenere consensi ed allo stesso modo ci piace essere criticati. E’ un po’ come il giocatore d’azzardo che gioca si per vincere, ma anche per il piacere della stretta al culo di quando perde.

Chi scrive lo fa per esser letto, chi suona e canta per essere ascoltato, chi fa politica lo fa per sviluppare una leadership e via dicendo…

Ora tornando al discorso empatia, a quel sentimento istintivo che ti fa partecipare ad una causa speciale, ti porto l’esempio del leone Cecil, ucciso e decapitato da un dentista americano durante un safari. Sgomento ed indignazione, rabbia omicida. Questo si è scatenato sui social network contro questo turista “cazzone” americano. Ma per quanto io ami gli animali, dinanzi alle barbarie del mondo al danno di popoli, bambini, disoccupati etc. non perderò un solo minuto della mia vita a predicare la mia indignazione su questa vicenda. Preferisco denunciare nell’assoluto silenzio mediatico e social , la morte di un bambino palestinese di soli 18 mesi annerito da una bomba al fosforo. Preferisco denunciare un’ Europa che mi impone come vivere, cosa mangiare, quante tasse pagare, giudice universale del futuro dei miei figli.

Purtroppo mi rendo conto che esiste una droga ben peggiore della cocaina e dell’eroina, che nella falsa idea di condivisione delle emozioni, non aggrega ma disgrega.

Ora tra una cagata ed un’altra, non ti dimenticare di condividere questo articolo cliccando sui bottoni social qui in basso ( ma solo se ti va, e se un minimo di empatia si è accesa)…

Per gli insulti invece c’e’ l’apposito form in basso… (senza censura)..

About the Author

Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.