Spending Review: Guerra agli sprechi ma….

spendingSpending Review è un termine che negli ultimi anni è entrato prepotentemente non solo nel vocabolario della politica, ma anche in quello di imprese e  normali cittadini. Questi ultimi, per far fronte all’eccessiva pressione fiscale, alla disoccupazione, al sistema previdenziale ricco di obbrobri nel suo  sistema, hanno dovuto correggere e rivedere al ribasso le spese generali , da quella alimentare a quelle più svariate riguardanti la quotidianità, lo svago etc.

Per dirla in breve, la spending review o i tagli alla spesa diminuiscono la qualità della vita del cittadino, di un’impresa o di un ente, indistintamente. Anche se siamo abituati a questa condotta che in via del tutto generale può essere accettata se il taglio riguarda le così dette “spese improduttive”  sarebbe opportuno per noi entrare nel merito di questa filosofia di bilancio europeista e quello che determina nella vita di tutti i giorni in un contesto di crisi economica, quella attuale, che sembra infinita. Filosofia europeista perchè, l’unione europea, vuole i conti in ordine dei suoi stati membri, ha dichiarato guerra ai debiti dei singoli stati ed ha imposto un regime di austerità. Abbiamo più volte affrontato la questione del debito pubblico italiano arrivando alla conclusione che comunque la spesa di ogni stato riflette in qualche modo la sua ricchezza.

Questo perchè la spesa ad es. per la costruzione di una scuola pubblica genera lavoro per imprese edili, crea nelle sue vicinanze occasioni di business (dal settore alimentare a quello commerciale), crea occupazione nel mondo dell’istruzione, crea un servizio per i cittadini, e genera per lo Stato una nuova entrata tributaria da parte di tutti i protagonisti dell’esempio appena riportato. Oggi l’istruzione, la sanità, la sicurezza etc sono vittime di continui tagli e l’ombra di questa “revisione di spesa” o di budget sempre più risicati sembra non voler allontanarsi. In verità non si allontanerà mai, visto che l’allegra combriccola di Monti e Co. hanno inserito in costituzione la voce di pareggio di bilancio. Tanto incasso tanto spendo quindi. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Guardate i vostri comuni, funzionano alla stessa maniera, ne abbiamo largamente parlato quiMinor spesa significa minori servizi e minor qualità. E’ come andare al ristorante sapendo che li ti serviranno cibo avariato, alla fine ti intossichi e non ci vai più. Purtroppo gli effetti di questi tagli non sono poi così tanto evidenti fin quando non ci scontriamo con i casi della vita ad es. parlando di sanità: lunghe attese per una semplice ecografia; scarsa sicurezza significa aumento di criminalità e soprattutto microcriminalità. Parliamo anche di trasporti ed infrastrutture? Si perchè nella spending si genera un qualcosa di più subdolo e nella corsa al ribasso dei prezzi per le opere che si devono compiere vengono violati spesso i termini di sicurezza e si generano percorsi “corruttivi” accondiscendenti su lavori qualitativamente bassi e comunque non a norma.

anas In una recente puntata di Report infatti i riflettori sono stati puntati su Anas e sul suo presidente Ciucci, dopo i cedimenti di 2 strade una in Sicilia e l’altra in Sardegna. Ciucci che si è dimesso oggi è indagato per abuso di ufficio per la costruzione della strada 275 Maglie – Leuca, mentre la corte dei conti del lazio ne ha chiesto la condanna per danno erariale. In conclusione lascio il lettore con 2 domande specifiche: il ministro dell’economia attuale ed anche quelli dei governi precendenti hanno sempre sostenuto che la spending review è necessaria per introdurre in maniera permanente una riduzione fiscale strutturale, siete d’accordo?; e poi a fronte di questi tagli “annuali” alla spesa avete riscontrato una minore pressione fiscale sulle vostre aziende o famiglie? Non so perché ma conosco già la vostra risposta.

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Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.