Start-up, luoghi comuni da sfatare

Ci pensa Emil Abirascid “innovologo” e  fondatore di Startupbusiness ad aprire una discussione e sfatare una serie di luoghi comuni sulle Start-Up. E’ vero , ci sono convinzioni e falsi miti che aleggiano intorno aal mondo delle imprese innovative, sia in Italia che all’estero. Tanti esperti o pseudo tali danno svariate definizioni, collezionano spot e certezze farlocche smontate dal buon Abirascid.

1. Tutti possono creare una startup
Questo è uno dei luoghi comunipiù duri a morire. Per creare una Start-Up servono alcune doti come competenza, intraprendenza, coraggio e soprattutto capacità. E’ un mondo ancora tutto da scoprire e la cautela è d’obbligo…

2. Le startup sono una cosa da giovani
Nella loro genesi , sicuramente hanno freschezza, sicuramente sono per una nuova generazione di imprenditori ma non riferita a giovani dal punto di vista anagrafico.  Ci sono molte startup create da gente over 40 di un certo successo.

3. Le startup sono un affare per esperti di tecnologia
Anche se non si è esperti in tecnologia, basta circondarsi di persone competenti in materia.

4. Avere un’idea rivoluzionaria è tutto
Gli americani dicono: “1% Idea, 99% action”.  L’idea da sola non vale nulla. Bisogna trasformarla in business passando all’azione, senza quella il destino sarà terribile.

5. In Italia non ci sono abbastanza soldi a disposizione
E’ vero le risorse finanziarie non sono così abbondanti come negli altri paesi. Ma quelli che operano ni Venture Capital, i business angel ed il Crowdfunding sono abbastanza attenti ed i progetti meritevoli non li fanno sfuggire.

6. Le banche non servono all’ecosistema startup
Le banche prestano soldi. E dopo li rivogliono con gli interessi.Le startup non si fanno col debito.Alle banche servono garanzie. Se puoi offrirle, vai avanti. Altrimenti non ti viene erogato nessun prestito. Ma le banche hanno sicuramente la funzione di accrescere la credibilità delle startup agli occhi di clientela corporate.

7. L’innovazione costa tanto
Ovvio creare innovazione può costare, ed anche tante. Ma una startup attiva nel web costa molto meno dei test e della produzione di un nuovo farmaco. L’investimento in innovazione deve riflettere il valore del prodotto innovativo.

8. Anche un bar può essere una startup
Ogni nuova impresa è una startup. Quindi, anche un bar. Ma questa assume maggiore significato per meritarsi se all’interno dell’esercizio vi sono idee e prodotti innovativi rispetto agli altri Bar

9. Se non è scalabile rapidamente, non è una startup
Ovvio che le startup aad alta scalabilità attirano maggiore interesse da parte degli investitori ma ci sono fondi di investimento che si concentrano su startup con scalabilità meno spiccata come nel campo del biotech.

10. Fare startup è bello
Fare startup è divertente, bello ed  entusiasmante. Ma è un grande impegno, che richiede sacrificio e lavoro.  Ci si deve dedicare anima e corpo soprattutto i primi 3-4 anni Chi decide di avviare la sua impresa deve crederci fino in fondo, dedicarcisi totalmente, sapere che per i primi 3-4 anni non c’e’ tempo per divertimenti od affetti. Il successo poi non è garantito

 

About the Author

Imprenditore e fondatore di Ethic Capital S.r.l. e dello start up brand Medex nell'ambito di circuiti di credito commerciale in Calabria. Nato a Reggio Calabria il 10/7/1975. Questo è un blog indipendente, dove Francesco Agostino e gli altri autori esprimono un loro pensiero su temi di Economia, Politica, Start-up, Innovazione e soprattutto Moneta Complementare, liberi da ogni ideologia politica.